Mamma i garibaldini! Cronache e testimonianze sul passaggio dei garibaldini nel territorio tiburtino

 

 

Fabrizio Garofoli. Mamma i garibaldini! Cronache e testimonianze sul passaggio dei garibaldini nel territorio tiburtino. Il Cittadino, Tivoli,  s.d. Si riporta l’introduzione dello stesso autore:

 

Giuseppe Garibaldi. Dipinto di Giuseppe Ugolini, sec. XIX.
Giuseppe Garibaldi. Dipinto di Giuseppe Ugolini, sec. XIX.

Dei passaggi nel territorio tiburtino di Garibaldi e delle sue truppe, in concomitanza di due sfortunate campagne militari, la prima nel 1849 dopo la vana difesa della Repubblica Romana e la seconda nel 1867 in seguito all’episodio di Mentana, si conosce quasi tutto. Ci rimangono testimonianze dirette e vari articoli apparsi per lo più su riviste della prima metà del novecento e sugli Atti e Memorie della Società. Tiburtina di Storia e d’Arte. Conosciamo dunque la dinamica degli avvenimenti, in parte lo stato d’animo dei tiburtini in quei momenti drammatici e il giudizio dei contemporanei, almeno di quelli più autorevoli. Ma riteniamo che questo non basti. Innanzi tutto è necessario ridimensionare i toni enfatici di una certa storiografia post risorgimentale, che non contribuiscono sempre a dare una corretta valutazione dei fatti, occorre poi analizzare l’atteggiamento delle istituzioni locali, che come si vedrà potevano contare su funzionari fedeli allo Stato Pontificio, e considerare inoltre la risposta della società, di quella maggioranza silenziosa che più che essere protagonista di quegli eventi li ha subiti e che ebbe in parte reazioni diverse fra il primo e il secondo incontro con le truppe garibaldine.

A questi limiti che ci sembrano insiti nella produzione storiografica precedente abbiamo tentato di porre riparo, da un lato inserendo la cronaca degli avvenimenti che videro la presenza di Garibaldi e dei garibaldini a Tivoli nel contesto più generale delle vicende politiche e militari dell’epoca, dall’altro utilizzando la ricerca d’archivio per meglio approfondire gli aspetti più nascosti dell’intera vicenda. Ma anche il documento d.’archivio, in questi casi, può essere fuorviante: non dimentichiamo che coloro che scrivevano i resoconti di quegli avvenimenti erano per lo più funzionari locali, che avevano tutto l’interesse a illustrare i fatti in modo che tornassero a  vantaggio loro e dei loro amministrati. All’ascissa del documento d’archivio ho dunque voluto aggiungere la coordinata dei memoriali, redatti per lo più dagli stessi  protagonisti delle vicende risorgimentali che nello scrivere avevano naturalmente esigenze opposte. Ne è nata una rivisitazione di quegli avvenimenti che, se da un lato conferma in pieno la ricostruzione dei fatti realizzata dagli studi precedenti, dall’altro approfondisce molti aspetti e svela nuovi accadimenti. Ho inteso inoltre introdurre il libro con un primo capitolo dedicato alla vita di Giuseppe Garibaldi per i motivi che spiegherò più avanti; e anche perchè credo che possa meglio facilitare la comprensione dei fatti che sono esposti in queste pagine. A chi scrive non resta che augurarsi  che tale lavoro possa rispondere alle aspettative dei lettori e aggiungere un modesto contributo alla ricostruzione della storia di questa millenaria città.