Il dialogo tra credenti e non credenti

 

 

La lettera di papa Bergoglio a Scalfari pubblicata su La Repubblica del 13 Settembre u.s. ha aperto un dibattito ampio e profondo tra credenti e non credenti. Si riporta il testo della lettera e quello dell’intervista concessa dal pontefice allo stesso Scalfari oltre ai contributi di altri autorevoli rappresentanti della cultura laica e del mondo cattolico.

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Jacques Louis David, La morte di Socrate, 1787, olio su tela, New York, Metropolitan Museum of Art

Il confronto tra laici e cristiani rimane ineludibile per diverse ragioni e su diversi argomenti. Non certo sulla interpretazione che afferma le radici cristiane dell’Occidente attribuendo arbitrariamente al Cristianesimo la funzione storica di aver portato a compimento il razionalismo filosofico della Grecia antica. Né sulla riaffermazione del Cristianesimo come unica via per giungere alla verità. Su queste basi  autoreferenziali, dagli aspetti francamente autistici, ogni dialogo risulta bloccato da un rovesciamento della realtà che nega ogni verità (sia storica che culturale).

Certamente il Cristianesimo per lunghi secoli ha avuto un ruolo centrale nella storia d’Europa. Ed è altresì vero che a tutto’oggi esso conserva una rilevanza decisiva sul piano delle rappresentatività culturale e sociale sia in Europa che negli Stati Uniti che non può essere disdegnata con superficialità. La ragione vera della necessità di un confronto è tuttavia un’altra.

Il Cristianesimo è una concezione egualitaria che pone al centro della sua visione l’Uomo. Sostiene Enzo Bianchi1: “… proprio questo fa dire che l’umanità è una, che di essa fanno parte religione e irreligione e che, comunque, in essa è possibile, per credenti e non credenti, la via della spiritualità. Spiritualità non intesa in stretto senso religioso, ma come vita interiore profonda, come fedeltà-impegno nelle vicende umane, come ricerca di un vero servizio agli altri …”.

Nel passo riportato si scorge la riaffermazione di un principio nel quale la relazione con l’altro si sostanzia in quella carità (il “servizio” da svolgere) che scaturisce dall’avere ben chiara la centralità dell’Uomo (la “fedeltà” alla vicenda umana). Da questo punto di vista si deve ammettere che tutti, credenti e non, possono provare quell’empatia che spinge verso gli altri e tutti, a prescindere dalle convinzioni religiose, possono essere capaci di discernere tra il bene ed il male, tra la verità e la falsità.

Amore e verità nel linguaggio cristiano. Queste le basi del dialogo che Enzo Bianchi propone. Sia consentita una breve digressione in proposito.

Il terreno di confronto e di incontro tra credenti e non credenti non può che essere quello della relazione che ciascun individuo può e deve stabilire con gli altri. Ma da cosa scaturisce l’empatia dei laici e l’amore dei cristiani anche tenendo conto del fatto che nelle diverse culture la relazione assume accezioni diverse (carità, fratellanza, solidarietà, pietas, agape, dovere) e solo in parte sovrapponibili? Alla base della relazione empatica con l’altro non vi può che essere lo “scandalo dell’ingiustizia”, una verità che alcuni vedono e altri no. In una concezione egualitaria, quale quella del Cristianesimo e di tanta parte della cultura laica, l’ineguaglianza estrema diventa ingiustizia e suscita scandalo. E solo chi si scandalizza è spinto verso gli altri.  

Su questo e molti altri argomenti il dialogo che si è stabilito con le lettere inviate da Bergoglio a Scalfari e da Ratzinger ad Odifreddi.

Abbastanza freddo il dialogo Ratzinger-Odifreddi che parte dal libro dello stesso  Odifreddi “Caro Papa ti scrivo”, di cui un’anticipazione comparve su La Repubblica del 10 Maggio 20112. Le risposte di Ratzinger3, riportate  nella lettera pubblicata il 24 Settembre, non sono meno franche e ripropongono le argomentazioni tradizionali del rapporto fede-ragione che trova composizione nella visione del papa emerito. Purtroppo la gran parte del contenuto delle lettera di Ratzinger non è stato pubblicata e questo non permette di andare oltre la considerazione sulla eccezionalità di un papa che si dispone al confronto con un miscredente impenitente4.

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Il dialogo Bergoglio-Scalfari presenta caratteri di straordinarietà non solo per il fatto di per sé già eclatante che un pontefice decida di interloquire con un ateo dichiarato ma anche per i contenuti e per l’ampio dibattito che ne è scaturito, certamente foriero di ulteriori sviluppi. La lettera inviata da Bergoglio a Scalfari è stata pubblicata su La Repubblica che è divenuta così sede privilegiata di un confronto serrato cui hanno contribuito altri autorevoli rappresentanti del mondo cattolico e della cultura laica. Si è ritenuto utile raccogliere tutti i contributi e presentarli in ordine cronologico5-24 a partire dall’enciclica “Lumen fidei”5 da cui Scalfari, negli articoli del 7 Luglio e del 7 Agosto u.s.6-7, ha tratto spunto per porre i suoi interrogativi a papa Francesco.

Segue la lettera pubblicata il 13 Settembre u.s.8 nella quale il Papa offre molti spunti di dialogo, in chiara controtendenza rispetto ai due pontificati precedenti e forse anche oltre le aperture alla modernità operate dal Concilio Vaticano II, quando esplicitamente parla di verità non assoluta, autonomia della coscienza, necessità dell’umiltà, supremazia della morale sul dogma.

Vengono infine presentati i contributi sinora apparsi su La Repubblica offerti da altri autori che pure hanno arricchito notevolmente il dibattito. Così Adriano Prosperi13 individua il nesso centrale del dialogo: “Intorno alla solidarietà si gioca l’offerta di un gran pezzo di strada da fare insieme tra gli eredi della dichiarazione settecentesca dei diritti, dove la fraternità saldava il nodo tra libertà e uguaglianza, e gli eredi del celebre, indimenticabile elogio della carità di San Paolo”. Massimo Cacciari18 si incarica di precisare quanto la non assolutezza della verità teologica (che rimane trascendente) sia diversa da quella storica comunemente intesa.

Al dibattito suscitato dal confronto Bergoglio-Scalfari appartengono anche i due incontri del 25 Settembre u.s. presso il Cortile dei gentili di Roma (confronto tra Monsignor Ravasi ed Eugenio Scalfari e la Tavola rotonda cui hanno partecipato i direttori di alcune testate giornalistiche) di cui sono disponibili i video20,21.

Semplicemente straordinaria l’intervista concessa a Scalfari e pubblicata su La Repubblica del 1 Ottobre u.s23. Straordinaria per i contenuti espressi e sviluppati in forma ancora più esplicita che nella lettera a Scalfari; per la riaffermazione continua ed insistente della centralità umana, dell’amore e della carità; per il coinvolgimento contagioso con il quale il pontefice vuole capire e farsi capire dall’altro; per la volontà commovente di stabilire un dialogo.

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 Quale l’obiettivo di un dialogo tra credenti e non credenti? Cacciari sostiene: “In che cosa consiste il valore di un dialogo “sincero e rigoroso”? Nel trovare un reciproco adattarsi delle posizioni? Minimi comuni denominatori? Ragionevoli mediazioni? No certo. Esso consiste nel pervenire alla massima chiarezza della distinzione  –  e nel riconoscerne la necessità13. Ma forse, data la profonda frattura che si è scavata tra la cristianità e la modernità, basterebbe anche un minimo comune denominatore.

Vediamo qual minimo comun denominatore  sta emergendo nei due ambiti proposti dallo stesso Bergoglio: verità e carità. Sulla verità si può concordare con quanto sostenuto da Leonardo Boff: “…tutti cerchiamo una verità più piena e più ampia, una verità che ancora non possediamo. Per trovarla, non servono i dogmi e le dottrine, ma caso mai il presupposto che esistono ancora risposte da cercare, che esiste un mistero, e che questa ricerca è una forza che ci mette tutti sullo stesso piano, i credenti come i non credenti, i fedeli di chiese diverse, ognuno dei quali ha diritto di portare la sua visione del mondo”22.

Sulla carità si sta concentrando lo sforzo congiunto di Scalfari e Bergoglio. A proposito dell’Enciclica Scalfari7 afferma, ma in qualche modo è una domanda che pone: “La grazia coincide con la fede e la fede con la carità, l’amore per il prossimo, che è il solo modo – attenzione: il solo modo – di amare il Signore”. Articolata e puntuale la risposta di Bergoglio che può essere riassunta nelle parole dell’intervista23: “L’agape, l’amore di ciascuno di noi verso tutti gli altri, dai più vicini fino ai più lontani, è appunto il solo modo che Gesù ci ha indicato per trovare la via della salvezza e delle Beatitudini”. Colpisce l’insistenza con la quale il Pontefice ritorna sulla questione dell’amore per il prossimo e la sua interpretazione talmente estensiva da investire ogni campo di azione ed ogni istituzione, compresa quella Curia romana che deve servire gli uomini e non se stessa. La carità, l’amore per il prossimo, la solidarietà, l’agape. E’ dunque questo il punto di incontro? Forse sì, sempre che l’empatia per l’altro, comunque intesa e al di là dei diversi riferimenti culturali, sia assunta come un dovere morale.

CDL, Tivoli, 2 Ottobre 2013

 

AGGIORNAMENTO 1 (22 Novembre 2013). Da oltre un mese si rincorrono le voci sul dissenso espresso dal Pontefice a proposito di alcuni passaggi dell’intervista nella quale Scalfari aveva tradotto il contenuto del loro colloquio. E’ difficile ora stabilire se veramente Bergoglio, ricevuto il testo dell’intervista, abbia dato il proprio assenso alla pubblicazione senza averlo riletto o se invece la forza non solo espressiva ma soprattutto teoretica di alcuni passaggi abbia suscitato una reazione degli ambienti ecclesiastici che in qualche modo abbia costretto il papa ad assumere un atteggiamento più prudente. Certo è che il colloquio con Scalfari è stato cancellato dal sito ufficiale del Vaticano in data 15 Novembre.  Sembrerebbe che il pontefice non abbia condiviso il modo con il quale siano state riportate le sue affermazioni sulla libertà di coscienza, sul degrado della corte vaticana, sull’esperienza mistica che avrebbe vissuto immediatamente dopo l’elezione. In particolare la questione della libertà di coscienza è decisiva ai fini della comprensione del pensiero di Bergoglio. Ci sembra però che tutto questo influisca poco sulla necessità di un dialogo tra credenti e non credenti. E ci sembra anche che le basi del dialogo non possano che essere quelle indicate da Enzo Bianco e dallo stesso papa Francesco nella lettera inviata a Scalfari il 13 Settembre 2013.

AGGIORNAMENTO 2 (11 Febbraio 2014). Una commissione di teologi scelti dal Vaticano assolve le religioni monoteiste, ma soprattutto il Cristianesimo e con esso la Chiesa cattolica, dall’accusa di intolleranza mossa dalla cultura laica. Ma le conclusioni non convincono il teologo Vito Mancuso. E soprattutto ripropongono la supremazia ed anzi l’esclusività della fede cristiana nel cogliere la verità e la giustizia. Un discorso che prosegue lungo la via tracciata da Ratzinger e che risulta ben diverso da quello di papa Francesco, almeno  così come esso è stato riassunto da Scalfari nell’intervista pubblicata su La Repubblica il 1 Ottobre 2013. Fuoco amico diretto al Pontefice  o marcia indietro della Chiesa? Per un approfondimento si veda “Lo stop and go della Chiesa lungo la via del dialogo25.

AGGIORNAMENTO 3 (3 Novembre 2014). “La teoria del Big Bang e la teoria evoluzionistica non sono in contrasto con la creazione di Dio”. Queste le parole del Pontefice pronunciate il 27 Ottobre scorso secondo una ricostruzione giornalistica1. E’ bene che il Papa precisi meglio il suo pensiero. Soprattutto se intende distinguersi  dall’approccio pseudo-scientifico con il quale settori importanti del cattolicesimo militante stanno rielaborando il neo-creazionismo. Per un approfondimento si veda “Scienza e teleologia26

 

1. Enzo Bianchi. La spiritualità degli atei. La Repubblica, 28 Febbraio 2007.

2. Piergiorgio Odifreddi. Il papa e lo scienziato. Anticipazione del libro: Caro Papa ti scrivo. La Repubblica, 10 Maggio 2011.

3. Joseph Aloisius Ratzinger. Ratzinger scrive allo scienziato ateo “Ecco chi è Gesù”. La Repubblica. 24 Settembre 2013.

4. Piergiorgio Odifreddi. La matematica, la teologia e la ricerca della verità. La Repubblica, 24 Settembre 2013.

5. Lettera Enciclica Lumen fidei. 29 Giugno 2013.

6. Eugenio Scalfari. Le risposte che i due Papi non danno. La Repubblica, 7 Luglio 2013.

7. Eugenio Scalfari. Le domande di un non credente al papa gesuita chiamato Francesco. La Repubblica, 7 Agosto 2013.

8. Jorge Mario Bergoglio. Papa Francesco scrive a Repubblica: “Dialogo aperto con i non credenti”. La Repubblica, 11 Settembre 2013. 

9. Eugenio Scalfari. La pecora smarrita. La Repubblica, 11 Settembre 2013.

10. Eugenio Scalfari. Il coraggio di papa Francesco che apre alla cultura moderna. La Repubblica, 12 Settembre 2013.

11. Vito Mancuso. Il Papa, i non credenti e la risposta di Agostino. La Repubblica, 13 Settembre 2013.

12 Eugenio Scalfari. La verità vi prego sui confini dell’amore. La Repubblica, 15 Settembre 2013.

13. Adriano Prosperi. Il metodo di Francesco. La Repubblica, 15 Settembre 2013.

14. Enzo Bianchi. Quando credenti e non credenti cercano insieme la verità. La Repubblica, 16 Settembre 2013.

15. Julian Carron. L’uomo moderno alla ricerca della luce. La Repubblica, 18 Settembre 2013.

16. Guido Ceronetti. Io diffido dell’amore universale. La Repubblica, 18 Settembre 2013.

17. Gustavo Zagrebelsky. Quel cammino in comune alla ricerca del vero bene. La Repubblica, 23 Settembre 2013.

18. Massimo Cacciari. La fede tra dialogo e perdono. La Repubblica, 23 Settembre 2013.

19. Intervista al Cardinal Ravasi. Vi spiego perché ora i Papi scrivono ai laici. La Repubblica, 25 Settembre 2013.

20. VIDEO. Fede, laicità e media. Confronto tra monsignor Gianfranco Ravasi e Eugenio Scalfari. Roma, Tempio di Adriano, 25 Settembre 2013.

21. VIDEO. Fede, laicità e media. Tavola rotonda con i direttori: Ezio Mauro (La Repubblica), Roberto Napoletano (Sole24), Mario Calabresi (La Stampa) e Ferruccio De Bortoli (Corriere della Sera). Roma, Tempio di Adriano, 25 Settembre 2013.

22. Leonardo Boff. Davvero non esistono verità assolute. La Repubblica, 27 Settembre 2013.

23. Intervista di papa Francesco a La Repubblica. Resoconto dell’incontro tra Bergoglio e Scalfari del 26 Settembre 2013. La Repubblica, 1 Ottobre 2013.

24. Hans Kung. Francesco, Scalfari e l’arte del dialogo. La Repubblica, 2 Ottobre 2013.

25. Democrazia Pura. Lo stop and go della Chiesa lungo la via del dialogo. 11 Febbraio 2014.

26. Democrazia Pura. Scienza e teleologia. 3 Novembre 2014.

 

 

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