Yayoi Kusama: l’infinito, l’assoluto e… l’immortalità

 

 

Un mondo psichedelico nel quale lo spettatore è invitato ad entrare. Questi gli aspetti salienti dell’opera di Yayoi Kusama, ottantottenne artista giapponese che dal 1977 vive volontariamente in un ospedale psichiatrico.

Il suo mondo, quello che Kusama vive non solo artisticamente, è costituito da immagini a pois di dimensioni diverse  e dai colori sgargianti che rivestono tutte le superficie visibili. Vere allucinazioni che l’artista forse non subisce passivamente ma che invece, a furia di immaginare, ella stessa crea.

Una delle sue opere più note, quella denominata “All the eternal love I have for pumpkins” (in copertina), è un’immagine di zucche rivestite da pois riprodotta all’interno di una sala di specchi perché possa essere riflessa all’infinito. La tecnica, che prende il nome di “infinity mirrors room”, da un  lato consente alle immagini di saturare tutto lo spazio visibile e dall’altro suscita nello spettatore la sensazione di immergersi in questo infinito. 

In fin dei conti, ebbe a dire un critico, l’arte moderna proprio come quella classica ricerca l’immortalità. E forse tale assunto si rileva proprio nell’opera di Yayoi Kurusuma nella quale, attraverso un vissuto onirico, lo spazio si dilata ad inglobare tutte le altre dimensioni: è così che l’infinito tende a coincidere con l’assoluto. Entrando nelle opere a specchio, la sensazione che ne ricava lo spettatore è quella di introdursi e partecipare ad un ordine cosmico la cui ripetitività inesauribile appare però innaturale e perciò foriera di inquietudine. Ma forse questa sarebbe la percezione con la quale chi è abituato alla finitezza del mondo osserverebbe l’assoluto.

Una breve ma intrigante sintesi della vita e delle opere di Yayoi Kurusuma è riprodotta nel filmato seguente (della durata di 4 minuti):
Ecco il magico mondo di Yayoi Kusama

 

CDL, 9 Ottobre 2018.  Pubblicato su Il Sestante il 19 Marzo 2018.

 

01 Kusama
Yayoi Kusama. All the eternal love I have for pumpkins.