Dalla prima “impressione” di Monet nasce l’impressionismo

 

 

E’ un mattino di novembre del 1872 quando Oscar-Claude Monet (1840-1926) si affaccia dalla finestra di un albergo di Le-Havre, nel nord della Francia, e dipinge il panorama che gli si offre: il porto della cittadina al sorgere del sole e ancora avvolto nella bruma (1). Ne esce una rappresentazione indefinita ma nello stesso tempo fortemente suggestiva del paesaggio. Il dipinto sarà il primo di una serie che ritrarrà il porto di Le Havre in vari momenti e da diversi punti di osservazione.

01 Impressione, levar del sole, 1872, olio su twla, 50 x 65 cm.
Figura 1. Impressione, levar del sole, 1872, olio su tela, 50 x 65 cm.

Due anni dopo, il quadro viene esposto alla prima mostra organizzata da una “Società anonima” di pittori, scultori, incisori e litografi presso lo studio del noto fotografo Felix Nadar. Vi parteciparono, oltre allo stesso Monet, altri pittori che possono essere considerati della stessa corrente pittorica: Edgar Degas, Alfred Sisley, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Pierre-Auguste Renoir (2). Il fratello di quest’ultimo, Edmond, ne cura il catalogo e chiede a Monet un titolo ritenendo che il quadro, data l’indeterminatezza del tratto, non potesse essere riferito alla veduta di un luogo specifico. “Impressione, levar del sole” (Impression, soleil levant) fu il titolo dell’opera scelto dallo stesso Monet.

Il 25 Aprile 1874 la rivista satirica “Le Charivari” pubblica un articolo di Louis Leroy, figura poliedrica ma anche giornalista e critico d’arte, che faceva il verso al quadro di Monet. Riferendosi alla mostra parlava con tono sarcastico di “esposizione degli impressionisti” ed irrideva espressamente al nuovo modo di dipingere.

Mai definizione fu più appropriata. Da quell’epiteto che voleva essere oltraggioso nasce la denominazione di una nuova corrente pittorica. Così Monet ricorda l’episodio: «Il paesaggio non è altro che un’impressione, ed istantanea, e per questo ci si diede quell’etichetta a causa mia. Avevo mandato una mia cosa fatta a Le Havre, dalla mia finestra, col sole in mezzo alla nebbia e qualche albero di nave che si innalzava sullo sfondo… Mi avevano chiesto un titolo per il catalogo e non poteva certo essere preso per una veduta di Le Havre, quindi ho detto: “Metta Impressione”» (3). E Monet non cambierà mai idea. Diversi anno dopo Guy de Maupassant scriverà: «L’anno scorso… ho spesso accompagnato Claude Monet in cerca di impressioni. Non era più un pittore, in verità, ma un cacciatore» (4). Perché egli rimase sempre fedele all’idea di voler rappresentare un’emozione che andasse oltre la descrizione.

La nascita dell’impressionismo è in realtà costellata di avvenimenti contrari. Il primo può essere fatto risalire al 1863, quando molte opere candidate all’esposizione del Saloon vengono rifiutate dalla giuria dell’Accademia delle Belle Arti di Parigi (5). Tra queste lo scandalosissimo “Le déjeuner sur l’herbe”(Colazione sull’erba) di Édouard Manet con il celebre nudo di donna non giustificato da alcun pretesto storico, mitologico, letterario. Le polemiche che ne seguirono consigliarono l’imperatore Napoleone III di organizzare per l’anno successivo una mostra parallela, che prenderà il nome di Salon des Refusés (Salone dei Rifiutati), nella quale esporranno molti autori che faranno parte del movimento impressionista ed i cui quadri erano stati rifiutati nella rassegna ufficiale: Eduard Manet, Camille Pissarro, Claude Monet, James Whistler, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir. Anche in questo caso la critica sarà impietosa. Ma ormai il percorso è tracciato. Alcuni di essi, qualche anno più tardi, nel 1874, torneranno a riunirsi nella mostra organizzata dalla “Società anonima”. Un altro insuccesso fortemente osteggiato dalla critica ufficiale che però rappresenterà l’atto di nascita dell’impressionismo.

 

  1. La storia della nascita dell’impressionismo, salvo diversa indicazione bibliografica, è tratta da: Marianne Mathieu. Genesi delle collezioni Monet del Musée Marmottan Monet. Da Impressione, levar del sole alle Ninfee. In: Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Parigi. Catalogo della mostra tenutasi al complesso del Vittoriano in Roma dal 19 Ottobre 2017 al 11 Febbraio 2018. Bassone (VR), Arthemisia book, 2017, pp 18-29.
  2. Giuseppe Mazzariol. L’Ottocento. Echi dell’impressionismo in Italia. In: Storia dell’arte italiana, volume terzo, dal Cinquecento ai nostri giorni, Arnoldo Mondadori editore, 1961, pp 423-438.
  3. L’aneddoto è riportato in:Ermanno Ferretti, Cinque quadri impressionisti piccoli ma memorabili, cinquecosebelle.it.
  4. L’aneddoto è riportato in: Claire Gooden. Monet, cacciatore di soggetti. In: Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Parigi. Catalogo della mostra tenutasi al complesso del Vittoriano in Roma dal 19 Ottobre 2017 al 11 Febbraio 2018. Bassone (VR), Arthemisia book, 2017, pp 80-103. La frase è tratta da: Guy de Maupassant. La vie d’un paysagiste, Gil Blas, 28 Settembre 1886.
  5. La vicenda del “Salone dei Rifiutati” è riportata in molte fonti secondarie.

CDL, 13 Febbraio 2019. Pubblicato su Il Sestante il 12 Settembre 2018

02 Impressione, levar del sole Particolare del sole.
Figura 2. Impressione, levar del sole Particolare del sole.

 

03 Impressione, levar del sole. Particolare della piccola barca.
Figura 3. Impressione, levar del sole. Particolare della piccola barca.
04 Impressione, levar del sole. Particolare della grande nave.
Figura 4. Impressione, levar del sole. Particolare della grande nave.
05 Impressione, levar del sole. Particolare delle industrie sullo sfondo.
Figura 5. Impressione, levar del sole. Particolare delle industrie sullo sfondo.