La Storia attraverso i video

Questa sottosezione è dedicata alla comprensione, attraverso le immagini, dei sentimenti e delle passioni che hanno ispirato i protagonisti della repubblica romana.
Non solo, quindi, video che permettono una ricostruzione storica degli avvenimenti, ma anche una analisi delle ragioni per cui molte persone hanno combattuto mettendo in gioco la propria giovane vita magari sacrificandola.
Un insegnamento che, nella “liquidità” del pensiero dominante in cui tutto è  giustificabile a seconda delle convenienze partitiche o personali, ci spinge alla ricerca di ciò che nella vita è veramente importante. In primo luogo i motivi ideali fondanti di una comunità.
La scelta delle immagini proposte è stata influenzata dalla disponibilità delle risorse gratuite che offre la rete e, pertanto, risulta parziale, incompleta e non sistematica. Nonostante ciò un punto certo emerge con forza dalla visione delle immagini: la democrazia e la libertà vanno difese e vissute giorno per giorno assolvendo tutti, nel ruolo che la società ci affida, il nostro dovere di cittadini.

RICOSTRUZIONI STORICHE

Roma Repubblica venite

im1Trasmissione televisiva condotta da Giovanni Minoli “La storia siamo noi”. Ricostruzione storica degli avvenimenti.
Durata: 50:37

 

Immagini in marcia della Repubblica romana 1849

im2

Realizzato da RR1849. Serie di immagini dell’epoca.
Durata: 1:25

 

La Repubblica Romana

im3

Realizzazione RAI da RR1849. Cronache dalla storia di Giovanna Corsetti.
Durata: 2:56

 

Nacque la Repubblica Romana e durò soli 5 mesi

im4

di wwwc6tv. Viaggio attraverso i luoghi degli avvenimenti.
Durata: 2:22

 

We Were Italians, Noi Fummo Italiani

im5

 di Raffaello Fiorini ObyWan. Ricostruzione attraverso fotografie dell’epoca.

Durata: 11:28

 

Repubblica Romana – Colle del Gianicolo, 3 luglio 1849

im6

Rai Storia- videomottola. Colle Gianicolo: fu resa non sconfitta.

Durata:  2:16

 

L’assedio di Roma

im7

RAI. La Repubblica romana sotto assedio. Si consuma una delle battaglie più sanguinose del Risorgimento.
Durata: 5:37

 

Le Donne del Risorgimento

im8

RAI Geo&Geo. Olivella Foresta intervista Enrico Luciani e Mariapaola Pietracci Mirabelli
Durata: 14:35

 

Garibaldi a Roma

im9

RAI. La difesa della Repubblica vista attraverso gli occhi di Giuseppe Garibaldi.
Durata: 6:49

 

Giuseppe Mazzini 1/2

im10

RAI La storia siamo noi. Prima parte della vita di  Giuseppe Mazzini.
Durata: 27:22

 

Giuseppe Mazzini 2/2

im11

RAI La storia siamo noi. Seconda parte della vita di  Giuseppe Mazzini.
Durata: 30:28

 

La Repubblica romana – 1849 Parte prima

im12

Video realizzato dalla Provincia di Bologna in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, utilizzando alcune delle scene di “In nome del popolo sovrano” di Luigi Magni.
Durata: 5:27

 

La Repubblica romana – 1849 Parte seconda

im13

Video realizzato dalla Provincia di Bologna in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, utilizzando alcune delle scene di “In nome del popolo sovrano” di Luigi Magni.
Durata: 7:43

 

 

LA SPLENDIDA TRILOGIA DI LUIGI MAGNI

Del primo film, “Nell’anno del Signore”, è stato possibile reperire solo un trailer. E’ invece disponibile la versione integrale degli altri due film: “In nome del Papa Re” e “In nome del popolo sovrano”.

Nell’anno del Signore (1969)

locandina nell'anno del Signore1
Trailer

Nell’anno del Signore è un film del 1969, scritto e diretto da Luigi Magni basato su un fatto realmente accaduto: l’esecuzione capitale di due carbonari nella Roma papalina.
Roma, 1825: due carbonari, Leonida Montanari, romano, e Angelo Targhini, modenese, hanno accoltellato un loro adepto, di famiglia nobile, che minacciava di svelare i segreti della Carboneria.

La vicenda si svolge nella Roma oppressa dal dominio di Papa Leone XII una dozzina di carbonari si sta organizzando per progettare l’insurrezione.
Voce del popolo è Pasquino, figura sfuggente che nessuno ha mai visto in volto, che cerca di scuotere le coscienze con i suoi sarcastici epigrammi per lettera, adagiati sulla statua di Marco Aurelio o marchiati a inchiostro sui muri della città: nessuno immagina che il ciabattino Cornacchia, fattosi credere analfabeta, sia in realtà la spina nel fianco dell’incontrastato potere del Cardinale Rivarola.
Pur avendo scelto il verso e la rima come unica arma di suggestione collettiva, si trova, per amore di Giuditta una giovane ebrea innamorata di Montanari, ad aiutare i due carbonari.
Quando Cornacchia-Pasquino si rende conto che il Cardinale Rivarola ha scoperto la sua identità, si convince che “quelli come lui li frega il cuore”.
Per combattere il potere non si può essere più sentimentali. Bisogna guardarlo in faccia e non averne pietà. Insinuandosi tra le sue fila: entrerà in un convento di frati.
I due attentatori, dopo un processo sommario, sono ghigliottinati in Piazza del Popolo dal boia (allora chiamato, a Roma, Mastro Titta). “Siete l’omo più moderno de Roma” gli dirà ironicamente Montanari sul patibolo ed aggiunge “Buonanotte popolo”.
Cliccando sulla locandina si ha la possibilità di vedere 11 video che riassumono le parti più significative del film.

 In nome del Papa Re (1977)

locandina in nome del papa re1
Versione integrale

Il film, liberamente ispirato a I segreti del processo Monti e Tognetti (di Gaetano Sanvittore, Milano, 1869), rappresenta una rilettura in chiave anticlericale dell’ultima condanna a morte decretata dall’autorità papale.
Nell’ottobre del 1867 la Roma pontificia guidata da Pio IX viene sconvolta da un attentato dinamitardo compiuto nelle fogne della caserma Serristori nel quale perdono la vita ventitré zuavi francesi: una contessa, madre segreta del rivoluzionario Cesare Costa, accusato insieme agli amici Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti tale strage, si rivolge a un giudice della Sacra Consulta, monsignor Colombo da Priverno affinché la aiuti.
Per vincere la resistenza del Monsignore gli confessa che lui è il padre dell’arrestato, nato da una fugace relazione nel 1849. Il prelato riuscirà a liberarlo, nascondendolo in casa sua insieme alla fidanzata di lui, ma non riuscirà a intervenire a favore degli altri due arrestati che verranno condannati a morte dal tribunale ecclesiastico, nonostante la celebre arringa effettuata proprio da monsignor Colombo, che per questo sarà pesantemente redarguito dal pontefice e dal padre generale dei gesuiti, a quei tempi definito “il papa nero”, a causa del forte potere esercitato dall’ordine gesuitico sul papato.
Il giovane verrà però ucciso in un’imboscata tesa dal marito della contessa che lo riteneva l’amante della moglie. Infine, Colombo cita una lettera piena di amarezza e risentimento che vorrebbe scrivere al Papa, ma senza riuscirci, perché il suo perpetuo piange per il dispiacere, mentre Colombo rompe con il generale della Compagnia di Gesù, a cui durante la Messa non concede la santa comunione. Il film descrive in modo fulgido la decrepitezza del potere temporale e delle sue leggi nella Roma papalina dove, dopo la citata arringa di monsignor Colombo, uno degli anziani cardinali viene risvegliato dal sonno per il tempo necessario a votare la condanna a morte. Tale potere cadrà tre anni dopo con la breccia di porta Pia.

In nome del popolo sovrano (1990)

Locandina In nome del popolo sovrano
Versione integrale

In nome del popolo sovrano è un film del 1990 diretto da Luigi Magni, con Alberto Sordi e Nino Manfredi.
E’ il terzo della trilogia iniziata con Nell’anno del Signore (1969) e proseguita con In nome del Papa Re (1977); film nei quali ricorre il tema del rapporto tra il popolo e l’aristocrazia romana con il potere pontificio, tra gli sconvolgimenti accaduti nel periodo risorgimentale.Il film è ambientato a Roma ed in Romagna tra il novembre 1848 e l’estate 1849.
E’ un film storico ispirato agli atti di eroismo dei patrioti italiani durante la Repubblica romana.
Uno dei primi eventi del Risorgimento (Prima Guerra di Indipendenza 1848, presa di Roma 1871).Dopo l’assassinio del primo ministro Pellegrino Rossi, il Papa Pio IX capisce che è tempo di andare in esilio a Gaeta.
Qualche mese dopo, proclamata la Repubblica Romana con Mazzini e Carlo Bonaparte per capi, i francesi di Napoleone III, alleato papale, sono scesi in Italia ed hanno posto l’assedio alla città. E’ in questo periodo che si svolgono le vicende private di vari personaggi: Cristina, moglie del marchesino Eufemio Arquati e fervente sostenitrice della repubblica, è innamorata del garibaldino Giovanni Livraghi, amico del frate barnabita Ugo Bassi, contrario al potere temporale del Papa.
Tra i vari popolani, emerge la figura di Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio, e del di lui figlio minore. Gli eventi precipitano: grazie alla scarsa coordinazione dei difensori nonostante l’intervento di Garibaldi e dei bersaglieri di Luciano Manara, i francesi hanno presto partita vinta e a Ciceruacchio, Ugo Bassi e Livraghi non resta che fuggire al nord, al seguito di Garibaldi, per tentare di raggiungere l’insorta Venezia.Mentre Eufemio ed il padre pranzano con l'”assassino della Repubblica” generale Oudinot, Cristina fugge per raggiungere l’amato Livraghi, ma invano: il capitano, infatti, caduto in mano austriaca, viene fucilato insieme a Bassi, poco dopo Ciceruacchio, nonostante le “raccomandazioni alla pietà” che la giovane rivolge ad uno zio che giudica i “colpevoli”.Rimasta sola, Cristina viene raggiunta da Eufemio che, in un impeto di gelosia, era partito per ucciderla; ma poi, resosi conto della situazione politica e avendo acquisito una presa di coscienza, decide di arruolarsi nell’esercito piemontese “per fare l’Italia”.Dieci anni dopo, il vecchio Marchese Arquati osserva soddisfatto le foto del figlio bersagliere e della nuora, che al seguito di Vittorio Emanuele hanno unificato l’Italia.
Roma, però, è ancora governata dal Papa.

ALTRA FILMOGRAFIA

Noi credevamo di Mario Martone (2010)

Versino integrale
Versione integrale

Un tratto del Risorgimento narrato attraverso le vicende drammatiche di tre giovani, liberamente ispirato al romanzo di Anna Banti.

 

 

Clicca sulle stelle per votare!

Nessun voto! Vota per primo