Ivanoe Bonomi. Mazzini triumviro della Repubblica Romana

 

 

  • Autore: IVANOE BONOMI
  • Titolo: Mazzini triumviro della repubblica romana.
  • Editore: Einaudi, Torino, 1940

 

Ivanoe Bonomi
Ivanoe Bonomi

Chi intende studiare la Repubblica Romana non può che cominciare dallo scritto appassionato di Bonomi che descrive un Mazzini dalla fede incrollabile ma soprattutto dalla grande abilità politica. Non il sognatore romantico tramandato da un pessima storiografia ma uno statista vero che proprio nella difficoltà mostra tutte le sue capacità di governo e di direzione politica.

Mazzini gioca la partita per l’affermazione della Democrazia combattendo su tre fronti. Innanzitutto egli tenta di raccordare le rivoluzioni ancora in atto a Venezia, in Sicilia e in Toscana per unificare l’intero movimento nazionale attorno all’idea di un Italia democratica, repubblicana, unita ed indipendente. In secondo luogo Mazzini interviene nello scenario poltico francese cercando ed ottenendo la sponda di una estrema sinistra che è molto forte. Infine, di fronte alla vulnerabilità esterna, egli punta a rendere la Repubblica intrinsecamente forte attraverso un’intensa attività legislativa decisamente orientata in senso laico e democratico.

A perdere la Repubblica sarà il suo isolamento nazionale ed internazionale. Nell’ambito del movimento rivoluzionario italiano Mazzini è l’unico a perseguire con coerenza una strategia complessiva nella quale l’unità e l’indipendenza del Paese si sostanziano nella repubblica democratica. Venezia si mostrerà disponibile solamente ad un’alleanza militare contro l’Austria ed addirittura chiederà l’annessione al Regno di Sardegna. In Sicilia, dove ancora reggeva lo statuto democratico, le istanze autonomistiche prevarranno su quelle unitarie. Massima sarà la delusione che giungerà dalla Toscana, sulla quale Mazzini aveva riposto grandi speranze nella convinzione che l’unità tra lo stato romano e quello toscano da un lato sarebbe stata un centro catalizzatore per l’intero movimento nazionale e dall’altro avrebbe costituito un baluardo militare più resistente. Ma anche in Toscana finirà per prevalere l’orgoglio municipalistico e la paura di abdicare di fronte a Roma.

Soprattutto però saranno gli avvenimenti francesi a determinare il destino della Repubblica. Il 13 maggio 1849 si erano tenute le elezioni generali per il rinnovo dell’assemblea nazionale francese. Gli elementi democratici e liberali ne erano usciti battuti mentre si era registrato il forte avanzamento della Montagna socialista e la vittoria, con larghissima maggioranza, dei reazionari guidati da Luigi Napoleone. E’ a questo punto che la spedizione francese in Italia, iniziata tra molte ambiguità, assumerà una connotazione definitivamente ostile alla Repubblica. A nulla valsero le proteste furiose che la Montagna francese elevò contro il governo. Il 13 giugno 1849 una moltitudine popolare scese per le strade e le piazze di Parigi a difesa della Repubblica Romana e contro la violazione della Costituzione francese che affermava espressamente l’autodeterminazione dei popoli. La reazione del governo francese, ora anche forte di una larga maggioranza parlamentare, fu violenta e implacabile: i dimostranti furono dispersi, i capi democratici e socialisti arrestati o costretti alla fuga, la Montagna annientata. Così con l’avvento definitivo della restaurazione in Francia, si compie il destino di Roma.

 

CDL, Tivoli, 20 novembre 2012