«La democrazia muore nell’oscurità»

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Il 3 febbraio 2019, nel corso della trasmissione in televisione del Super Bowl, l’evento sportivo più seguito negli Usa, è andato in onda uno spot pubblicitario della durata di 60 secondi del Washington Post, costato “appena” 5,25 milioni di dollari. Nella clip, sullo sfondo di alcuni dei principali avvenimenti del secondo dopoguerra, la voce narrante di Tom Hanks riaffermava la validità del giornalismo come strumento di indagine, conoscenza e liberazione delle coscienze. Questo il testo nella traduzione di Repubblica1:

«Quando andiamo in guerra, quando esercitiamo i nostri diritti, quando ci eleviamo alle nostre più grandi altezze, quando piangiamo e preghiamo, quando i nostri vicini sono in pericolo, quando la nostra nazione è minacciata, c’è qualcuno che raccoglie i fatti per portare (al lettore) la storia. Non importa il costo. Perché la conoscenza ci dà potere. Sapere ci aiuta a decidere. Conoscere ci libera. La democrazia muore nell’oscurità».

Figura 1. Spot del Washington Post. Immagine tratta dal sito di Repubblica
Figura 1. Spot del Washington Post. Immagine tratta dal sito di Repubblica.

Sorprende non poco che uno dei giornali più prestigiosi del mondo abbia sentito la necessità di ribadire l’importanza del giornalismo, quello professionale e competente, attento, sagace e, soprattutto, capace di osservare, raccontare, analizzare.

In tutta evidenza l’oscurità cui si riferisce il Washington Post è il mondo della falsità che, sotto forma di fake news, avvilisce la conoscenza riducendola a menzogna e mortifica la realtà trasformandola in post-verità. E questo nel cuore stesso della democrazia liberale, quegli Stati Uniti d’America che da sempre si son fatti vanto di utilizzare la libertà di stampa come funzione di servizio per l’esercizio di una vera sovranità popolare. Ma proprio negli Usa, con la vittoria di Trump, ha raggiunto la massima espressività il neo-populismo reazionario  che asseconda gli spiriti animali dell’elettorato fertilizzandoli con post-verità tanto approssimative quanto “attrattive”.

Le intemerate di Trump o, per venire al cortile di casa nostra, le esternazioni iperboliche di Salvini e Di Maio non sono da considerare semplicemente come la naturale espressione di una cultura superficiale che banalizza i problemi e fornisce risposte approssimative. O, meglio, non c’è solo questo. Si tratta invece di operazioni di comunicazione a mezzo delle quali si spacciano post-verità a solo scopo propagandistico e non importa i danni che si producono purché si ottenga il consenso. Laddove per post-verità si intende, secondo la definizione magistrale di Alessandro Baricco, l’invenzione di un fatto che non esiste ma che serve ad illustrare quella che si ritiene una “verità”2.

Ma spesso il neo-populismo nostrano va persino oltre. Clamorosa la diatriba sulla Tav dei primi di febbraio con la ripetuta affermazione di due falsità esattamente opposte e che si  elidevano a vicenda. Quella di Salvini che dall’interno del tunnel  di Chiomonte sosteneva la continuazione di lavori già avviati. E quella di Di Maio che affermava perentoriamente che a Chiomonte non esisteva nessuna galleria3. Senza che nessuno dei due si preoccupasse di chiarire che la galleria già aperta e visitata da Salvini era un tunnel di servizio funzionale allo scavo del vero traforo.

Figura 2. 02 Salvini nel tunnel di Chiomonte. Immagine tratta da Il Messaggero.
Figura 2. Salvini nel tunnel di Chiomonte. Immagine tratta da Il Messaggero.

E così l’episodio di Chiomonte assume un carattere veramente paradigmatico. In questo caso  l’oggetto del contendere non è una diversa interpretazione dei numeri come nel caso dell’analisi costi-benefici sulla Tav ma l’esistenza stessa di una galleria. Che per la Lega c’è e per il M5S non c’è mai stata. Come se attraverso un gioco di prestigio la galleria possa apparire o scomparire a piacimento. Questo il risultato dello scontro tra le due più potenti organizzazioni propagandistiche, quella leghista e quella pentastellata, che hanno il compito di arare il campo dell’informazione ed in particolare quello dei social network, il terreno più fertile nel quale seminare e far germogliare le fake news. Forse in Italia è ottimistico parlare di oscurità perché ad avvolgere l’informazione, e la conoscenza, sono le tenebre di organizzazioni potenti e riccamente finanziate4.

 

CDL, 1 Marzo 2019

 

  1. Super Bowl, lo spot del Washington Post sull’importanza del giornalismo: La democrazia muore nell’oscurità“, everyeye.it, 4 Febbraio 2019.
  2. Alessandro Baricco, lezione magistrale,  Alessandro Magno. Sulla Narrazione. Mantova Lectures, 8 Settembre 2016.
  3. Per un riassunto della vicenda si veda: Antonio Castaldo. Salvini a Chiomonte: «Tav va finita, toglie 1 milione di tir da strade». Di Maio: quei soldi per la metro a Torino. Corriere della Sera, 1 Febbraio 2019.
  4. In proposito si veda: Emiliano Fittipaldi. Rocco Casalino, Luca Morisi e gli altri: ecco chi gestisce il “ministero della Propaganda”. L’Espresso, 3 Settembre 2018.

 

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