La magia di Gioia vecchio

 

 

 

Figura 1. Gioia vecchio. Chiesa di San Vincenzo. Immagine tratta da Wikipedia.

Lungo la statale marsicana, a metà strada tra Gioia dei Marsi e Pescasseroli, a circa 1.400 m di altezza, si incontra il valico di Gioia vecchio, il passaggio che mette in comunicazione l’area del Fucino con quella di Pescasseroli. Il passo è circondato da un abitato, Gioia vecchio, un borgo di poche case appartenente al comune di Gioia dei Marsi ed oggi completamente disabitato. Un luogo di grande suggestione, apparentemente senza tempo. Una realtà immota eppure ancora viva. E’ come se la sua storia si fosse interrotta e cristallizzata ad un dato momento per riprendere chissà quando e chissà come. Questo il grande fascino emanato dal luogo.

Figura 2. Gioia vecchio. Slargo antistante la chiesa di San Vincenzo. Immagine tratta da wikipedia.

Sul posto aleggiano anche antiche leggende. A circa 5 km, a 1.000 m di altezza, si trova un altro passo, detto del diavolo. Si narra che in un tempo lontano alcuni cacciatori che si trovavano da quelle parti vi scorgessero una creatura diabolica somigliante ad un minotauro. La leggenda vuole che per evitare che lo strano essere fuggisse fosse costruita tutto intorno al luogo dell’avvistamento una recinzione muraria i cui resti sono ancora oggi visibili. Gli abitanti di Gioia vecchio fuggirono via e da allora il borgo sarebbe disabitato1In realtà l’Abruzzo è una terra di leggende ancestrali, la cui nascita era favorita dalla natura selvaggia dell’ambiente ed il cui radicamento era facilitato dall’isolamento culturale legato anche alle caratteristiche orografiche del territorio. E d’altronde Ovidio, che ne “Le Metamorfosi” fece una delle prime descrizioni del minotauro, era nato proprio in Abruzzo, a Sulmona. Chissà se la leggenda del passo del diavolo si sia evoluta proprio a partire dal nucleo primordiale di un mito arcaico, quello del minotauro, persistito nei secoli nell’immaginario popolare e poi trasformatosi con l’avvento della tradizione cristiana.

Figura 3. Gioia vecchio. Immagine tratta da google maps.

Ma la vera magia del posto è tutta un’altra e non ha nulla a che vedere con leggende nere e miti arcaici. Consiste invece nel fascino di un luogo che sembra venire direttamente da un mondo lontano per presentarsi immutato come se gli anni non fossero passati. Gioia vecchio è un piccolo villaggio costruito intorno alla chiesa di San Vincenzo martire, risalente al 1749, distrutta dai bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale e interamente ricostruita a partire dal 1955 nel rispetto dell’architettura originaria. Il villaggio ha una caratteristica: è completamente disabitato ma non sembra affatto abbandonato. Nessuna desolazione ma anzi un aspetto serenamente ameno.

Figura 4. Gioia vecchio. Immagine tratta da google maps.

E’ questa la vera magia del luogo, quella che si ha modo di cogliere immediatamente al primo sguardo. L’ultima volta che mi è capitato di vederlo, diversi anni fa, la porta della Chiesa stranamente era aperta sebbene all’interno non ci fosse nessuno. Il villaggio era deserto. Ma le abitazioni, e la locanda, apparivano ben curate sebbene tutte rigorosamente serrate, nelle stradine appena qualche filo d’erba spuntava tra un ciottolo e l’altro, nessun segno di abbandono e nemmeno di trasandatezza, i rumori legati alle attività umane erano assenti ma il silenzio veniva colmato dai suoni di una natura discreta, non invadente, gentile. Nonostante il villaggio fosse completamente disabitato, appariva ridente e sembrava pronto ad accendersi di vita da un momento all’altro. Come se fosse rimasto bloccato ad un dato momento della sua storia ma fosse in procinto di ripartire. E forse è proprio così. I luoghi conservano il ricordo dei tempi passati e ne mostrano il volto mai completamente cancellato e sempre riconoscibile.

Figura 5. Gioia vecchio. Immagine tratta da google maps.

 

1. La leggenda del passo del diavolo. In: abruzzoforteegentile.altervista.org, 5 gennaio 2017.

 

CDL, 14 novembre 2020. Pubblicato su “Il Sestante” il 4 settembre 2020.