La Santa Margherita di Annibale Carracci

 

 

Di recente Tomaso Montanari, su Il Venerdì di Repubblica, ha ripercorso la storia di un dipinto famoso di Annibale Carracci, la Santa Margherita esposta nella Chiesa di Santa Caterina dei Funari, a Roma (1).

Il quadro è considerato un momento di svolta nella storia dell’arte. Sebbene si tratti di una rappresentazione sacra, la protagonista, Santa Margherita,  non viene raffigurata in modo statuario e la scena non ha elementi monumentali. Il quadro non ha nulla di epico sebbene fissi la parte finale di una lotta combattuta contro un dragone demoniaco che infine viene schiacciato. Margherita è una ragazza moderna, immersa negli splendidi colori della campagna romana. Guarda l’osservatore con empatia mentre assume una posa disinvolta e persino scanzonata.

Il dipinto archivia definitivamente il manierismo e la sua rappresentazione solenne. Sta nascendo un nuovo paradigma, il barocco, di cui Annibale Carracci sarà uno degli antesignani insieme a Rubens e Caravaggio. La carica innovativa del dipinto fu percepita immediatamente, non appena il quadro fu esposto. Sull’evento, scriverà più tardi, nel 1672, lo storico Giovan  Pietro Bellori: «Collocato il quadro sull’altare per la novità vi  concorsero i pittori e fra’ vari discorsi loro, Michel Angelo da Caravaggio, dopo essersi fermato lungamente a riguardarlo, si rivolse e disse: “Mi rallegro che al mio tempo veggo pure un pittore”».

 

CDL, 27 Dicembre 2018. Pubblicato su Il Sestante il 31 Dicembre 2018.

 

(1)     Tomaso Montanari. Margherita, la santa che “Caravaggio ci moriva sopra”. Il Venerdì di Repubblica, 12 ottobre 2018, n° 1595, p. 105.

 

Annibale Carracci. Santa Margherita (1599). Olio su tela, 239 x 134 cm. Chiesa di Santa Caterina dei Funari, Roma. Immagine tratta da Wikipedia.
Annibale Carracci. Santa Margherita (1599). Olio su tela, 239 x 134 cm. Chiesa di Santa Caterina dei Funari, Roma. Immagine tratta da Wikipedia.